I primi viaggi gay in Italia: il Grand Tour del XVIII secolo

I primi viaggi gay in Italia: il Grand Tour del XVIII secolo

Anche se si pensa che la vacanza gay sia una tendenza contemporanea, in realtà questa passione era una “moda” tra il XVIII e XIX secolo. I primi viaggi gay in Italia sono stati organizzati in questi anni con il Grand Tour, un vero e proprio tour lungo il Belpaese, sopratutto da parte delle grandi famiglie aristocratiche. Principalmente l’Italia, la Grecia e altre colonie offrirono l’opportunità di viaggiare in assoluta libertà, lontano dal turismo di massa e a causa della mancanza di guerre e truppe militari.

Il Grand Tour: i viaggi gay in Italia delle famiglia aristocratiche

Sono praticamente dei viaggi molto lunghi ed esosi, questi tour erano organizzati da persone ricche e famiglie aristocratiche. Sopratutto quest’ultime, pagavano di tasca propria un viaggio spesso molto costoso per i propri figli omosessuali, che così potevano vivere la propria sessualità liberamente, lontano dalla famiglia, in modo da non essere scoperti e far vergognare i genitori.

Dai diari di viaggio dell’epoca, possiamo seguire l’evoluzione del turismo gay nel corso degli anni che ha soddisfatto tutti i gusti degli interessati. Gli atleti sono andati in montagna e in particolare nelle Alpi e i primi centri termali che si trovavano vicino alle sorgenti. Molti hanno viaggiato lungo i principali centri balneari, originariamente nel Golfo di Liguria – la parte d’Italia oggi conosciuta come Cinque Terre – ma soprattutto a Napoli.

In queste zone c’erano diverse città molto esclusive come Taormina, Siracusa, il Golfo di Napoli e l’isola di Capri. Sopratutto quest’ultima è stata una tappa obbligatoria durante i viaggi gay in Italia. Ma Napoli, più di ogni altra città, è stata una meta prediletta per i turisti gay del Grand Tour. A differenza delle voci che circolavano e la dipingevano come pericolosa e inaccessibile, Napoli era già una città dalla bellezza unica, piena di intellettuali e artisti, e anche per questo attirava la maggior parte dei turisti gay. In particolare perché i ragazzi più poveri vivevano per strada e si prostituivano, e per i ricchi aristocratici in viaggio era facile avere momenti di relax. Inoltre, il costo della vita bassa aveva permesso al turismo di spostarsi dal nord Italia al centro e sud.

Come è cambiato il Grand Tour

Oggi, il turismo gay si è spostato dall’Italia ad altre aree dove, a differenza del passato, hanno fatto molti progressi per quanto riguarda i diritti degli omosessuali. Ma l’Italia non è stata del tutto abbandonata, in particolare dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili. La Sicilia e la Puglia sono oggi luoghi caldi del turismo LGBT e di recente sono diventate mete ambite. Le città più grandi, tra cui Milano, offrono una vita gay moderna, aperta e frizzante.

I viaggi gay in Italia oggi non sono solo per le famiglie aristocratiche e nobili, ma Napoli, San Vito lo Capo e Gallipoli ogni anno ospitano una moltitudine di ragazzi gay e ragazze lesbiche, che si riversano alla ricerca di alcune di quelle bellezze nelle città storiche del Mediterraneo. Le acque calde e la mescolanza di persone diverse hanno permesso a chiunque di viaggiare in Italia, indipendentemente dagli orientamenti sessuali, di sentirsi libero di esprimersi e di vivere le proprie esperienze.

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